SCIMPANZE' IN ITALIA

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 Cozy visto da Gabriele Salari

SCIMPANZE' IN ITALIA

Il JGI Italia ha effettuato recentemente un censimento degli scimpanzé presenti nel nostro Paese. Siamo a conoscenza, al momento, di 54 scimpanzé presso strutture pubbliche e private, 24 femmine e 30 maschi. I più giovani hanno appena un anno, il più vecchio è un maschio di 52 anni.

Ventitre degli scimpanzé in Italia provengono da sequestri effettuati dal Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato.

Aggiornamento Dicembre 2014: **

Centri di presenza Scimpanzé
    totale maschi femmine confiscati

Parco Natura Viva Bussolengo (VR)  **

16 7 9 6

Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone Sasso Marconi (BO)

13 7 6 11

Bioparco di Roma

5 1 4 4

ZooSafari di Fasano (BR)  **

9 6 3 -

Daniel Leibovic Aprilia (Roma)

7 6 1 -

Bioparco di Sicilia (Carini)

2 - - -

totale

52 27 23 21
Il JGI Italia ringrazia il servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato per la collaborazione.

Come Jane Goodall ritiene, anche il migliore degli zoo non potrebbe mai essere il luogo ideale per uno scimpanzé. Ma poiché questo accade, bisogna rispettare dei princìpi fondamentali.

Gli scimpanzé in cattività devono avere uno spazio esterno abbastanza grande per garantire loro un adeguato esercizio fisico (correre, arrampicarsi), ed esposto al sole per buona parte della giornata ma dotato di ombra. E’ importante che vi sia una zona riscaldata per l’inverno e la possibilità di isolarsi dalla vista dei visitatori.

Gli scimpanzé non devono essere tenuti singolarmente poichè hanno bisogno di contatti frequenti con altri scimpanzé e di stabilire legami sociali stretti, in gruppi misti per età e per sesso.

Devono avere a disposizione materiale per costruire i nidi per la notte.

Devono ricevere più pasti al giorno e di una dieta varia.

Gli scimpanzé in cattività devono vivere in strutture ricche di stimoli: materiale per arrampicarsi, pozze, buche di sabbia, oggetti da manipolare, teli con cui giocare, termitai, scatole magiche, ed altri oggetti creativi dai quali ricavare, risolvendo semplici problemi, semi, noci o altro cibo.

Spesso, purtroppo, gli scimpanzé in Italia sono tenuti senza alcun rispetto per il loro benessere fisico ed equilibrio comportamentale.

RAMBO E' SALVO!
Grazie all’impegno del JGI Italia oggi vive con altri scimpanzé

25 Gennaio settembre 2012.
Il JGI-Italia RINGRAZIA per l'aiuto dato a raccogliere l’intera somma per il trasferimento (
5330,14€), ma allo stesso tempo, se desideri proseguire il tuo sostegno a Rambo presso il Lwiro Sanctuary in Congo sei il benvenuto/a. Scrivici su
  indicando come oggetto Rambo, ti faremo avere tutte le informazioni o contatta direttamente il Santuario dei Primati di Lwiro.

27 settembre 2011.
Rambo è un piccolo di scimpanzé catturato nella foresta che circonda Rungu, un villaggio della Repubblica Democratica del Congo. In questa zona dell’Africa gli scimpanzé adulti sono comunemente uccisi per la loro carne, mentre i piccoli rimasti orfani venduti come animali da compagnia o allevati per poi essere mangiati. La stessa sorte sarebbe toccata a Rambo se Astrid e Ugo, due ragazzi italiani che lavorano per una ong lombarda a Rungu, non lo avessero salvato dalle mani dei bracconieri che glielo hanno consegnato forse sperando in una ricompensa o di venirlo a riprendere in un secondo momento per vendere le sue prelibate carni selvatiche, confidando che i due giovani, nel frattempo, lo avrebbero ben nutrito. Ma Rambo è stato fortunato. Ha incontrato Astrid, Ugo e il Jane Goodall Insitute Italia che, contattato dai due ragazzi, si è subito impegnato per assicurare la sua sopravvivenza. Nonostante sia sovraffollato per la presenza di moltissimi altri scimpanzé orfani vittime dello stesso traffico illegale di carne selvatica, il Santuario dei Primati di Lwiro ha accettato di prendersi cura di Rambo. Ma il Congo è un paese molto esteso e Rambo può essere trasportato a Lwiro solo in aereo. Non essendo possibile usare la compagnia aerea locale, la Frankfurt Zoological Society ha messo gentilmente a disposizione un suo aereo presente in zona, ma occorrono circa 4 mila dollari (circa 2.900 euro) per coprire le spese di benzina e di viaggio per due operatori del Santuario che dovranno andare a Rungu a prendere il piccolo. Astrid e Ugo hanno dovuto lasciare il Congo poiché la loro esperienza lavorativa si è conclusa. Hanno lasciato Rambo, in attesa di trasferimento, in custodia a due persone che non possono tenerlo oltre!

BINGO: 30 ANNI DI SOLITUDINE
Grazie all’impegno del JGI Italia oggi vive con altri scimpanzé

Per oltre 30 anni Bingo ha vissuto in completo isolamento in un parco pubblico di Livorno. Poi il JGI Italia, informato dall’Associazione Animalisti di Livorno, si è impegnato a rieducare Bingo a socializzare e comunicare grazie al costante lavoro delle volontarie Maria Rotelli e Cinzia Bellumori. Oltre ad arricchire la vita relazionale di Bingo, stimolarne le capacità intellettive e contenere la noia della cattività, il JGI Italia ha realizzato un programma di arricchimento ambientale che ha visto il coinvolgimento, tra gli altri, degli studenti della scuola media di Barberino di Mugello. Gli studenti, nell’ambito del programma educativo internazionale Roots&Shoots promosso dal Jane Goodall Institue, hanno studiato la bio-ecologia e l’etologia degli scimpanzé, esaminato le conseguenze della cattività e costruito per questo scimpanzé vissuto in solitudine per decenni oggetti e strumenti per rendere la sua vita in gabbia meno noiosa. Basandosi sul Manuale per l’arricchimento ambientale prodotto dal Jane Goodall Institute hanno realizzato un termitaio, scatole magiche e liane.

Insieme al Comune di Livorno abbiamo lavorato affinché Bingo fosse trasferito in un centro per Primati, dove incontrare, dopo una esistenza in solitudine, i suoi simili.
Dopo un trasferimento in Olanda al centro AAP di Almere ed una lunga quarantena, Bingo condivide la sua vita per circa quattro anni con lo scimpanzé, Jim, anch’egli vittima dei comportamenti egoistici dell’uomo. Diversamente da Bingo, proveniente da un circo e poi da un parco pubblico, Jim apparteneva ad un privato prima di essere portato ad AAP. Bingo e Jim trascorrevano molto tempo insieme, facendo grooming a lungo e giocano rincorrendosi. Si avvicina sempre più, come sin dal suo arrivo al Centro AAP si era pianificato, il trasferimento di Bingo dall'Olanda alla Spagna nel Santuario Primadomus dove potrà vivere in un ambiente più adatto a uno scimpanzé: il clima sarà per lui molto migliore, il paesaggio più naturale, gli spazi più ampi. AAP. che è proprietaria del santuario, sta ampliando il numero dei recinti di Villena e i primi scimpanzé ad essere spostati saranno Bingo ed Antoine. Bingo, infatti, è da un po' di tempo insieme al suo amico Antoine. Bingo ha sempre giocato un ruolo importante al Centro AAP perché per la sua socievolezza era essenziale nella fase di inserimento di nuovi individui accolti. E' molto popolare tra i custodi, uno di questi, Jenny, lo descrive così: "Bingo è uno scimpanzé molto dolce. Ha un carattere gentile, tenero e molto socievole, sia verso di noi custodi che verso altri scimpanzé. E' anche molto intelligente e sa come intervenire in modo giusto al momento giusto. Bingo e Antoine sono amici per la pelle. Li vediamo spesso giocare e farsi il grooming. Capiscono i comportamenti l’uno dell’altro e si accettano così come sono.
 


Bingo a Livrono (IT)
©JGI-Italia


Bingo a Livorno (IT)
©JGI-Italia


©AAP in Olanda

 
Bingo e Jim
©Mark Schoonvliet


Bingo ©Mark Schoonvliet


Bingo con Freddy, a destra e Jim al centro
©Carolien Hoogenhout

Leggi l'intera storia di Bingo direttamente dalla sezione News Scimpanzé

UNA CASA PER COZY

Il JGI-Italia sta realmente facendo la differenza nella tutela dei primati in cattività. Dopo la positiva esperienza del trasferimento presso il centro in Olanda AAP di Almere di Bingo, lo scimpanzé vissuto per trenta anni in solitudine e confinamento in un parco pubblico italiano, nel 2006 ci siamo occupati di Cozy, un maschio di nove anni usato per lo spettacolo.

La sua storia è comune a quella di tanti scimpanzé vittime dell’ignoranza e della convinzione di essere nel diritto quando si sfrutta un animale per i propri fini economici. Separato dalla madre a un anno di età, Cozy è stato venduto legalmente a un giocoliere che lo ha usato per spettacoli itineranti. Si è esibito in giro per l’Europa fino al 2003, anno in cui il suo proprietario è morto. Da allora Cozy è rimasto per tre anni rinchiuso in un camper, senza mai vedere la luce del sole, gestito dalla ex compagna del giocoliere che, con notevoli difficoltà, ha cercato di occuparsene.

Nel mese di giugno, su richiesta del servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato di Macerata, ci siamo impegnati a cercare per Cozy una casa ….. a misura di scimpanzé! Abbiamo provato una grande pena quando per la prima volta siamo andati a trovarlo: era in una gabbia di 100x100x120 cm situata all’interno di un camper, parcheggiato ai margini della periferia di Castelfidardo. Vedere un individuo giovane e sano confinato in uno spazio così angusto colpisce direttamente al cuore, a Cozy erano stati negati sia il diritto a crescere con i suoi simili che lo spazio per muoversi.

Grazie alla rete costituita dal JGI in varie parti del mondo, la nostra richiesta di aiuto e di ospitalità per lo scimpanzé non è rimasta inascoltata: il santuario “JGI Chimpanzee Eden”, oasi faunistica all’interno della Umhloti Nature Reserve di Mpumalanga, nel cuore del Sud Africa, si è dichiarato disponibile ad accoglierlo. Il Santuario del JGI ha rappresentato la soluzione ottimale per Cozy, consentendo la sua socializzazione con altri individui giovani ed il parziale reinserimento in natura. Oltre ad ospitare scimpanzé provenienti da situazioni deplorevoli di cattività in Africa e in altri Paesi del mondo, il Santuario è un Centro attivo per l’educazione al rispetto verso questa specie, la più simile all’uomo, gravemente minacciata di estinzione.

I preparativi e le formalità burocratiche da adempiere sono state moltissime e il Direttore del JGI Eden, Eugene Cussons, è giunto in Italia per accompagnare Cozy nel suo viaggio di ritorno verso l’Africa. Sono stati giorni concitati per mettere a punto gli aspetti organizzativi, risolvere gli inevitabili intralci dell’ultimo momento, sincerarsi che tutto fosse predisposto al meglio.

Una volta a Mpumalanga, Cozy ha trascorso un periodo di quarantena prima di poter finalmente interagire con i due giovani scimpanzé, dal passato simile al suo, con cui oggi vive nell’oasi. I primi tempi non era in grado di muoversi agilmente, era troppo magro e non sapeva arrampicarsi. Oggi, le notizie sulla sua riabilitazione sono entusiasmanti: ha preso circa 10 Kg ed ha imparato, con la guida degli operatori del Chimpanzee Eden, a salire sugli alberi fino a 10 metri.

Una storia positiva dovuta all’impegno di JGI Italia, JGI Chimpanzee Eden e CITES che, insieme, hanno lavorato affinché Cozy potesse essere liberato dalla sua minuscola gabbia e non più sfruttato per il nostro divertimento. Siamo riusciti ad evitare che trascorresse la sua esistenza senza mai vedere la luce del sole.
Ancora molti sono i casi di scimpanzé sfruttati per l’intrattenimento, usati per la loro incredibile somiglianza con l’uomo: esaltata per farci ridere e dimenticata quando ci è comodo, costringendoli a vivere privati della libertà.

Vediamo quotidianamente campagne pubblicitarie che utilizzano piccoli e simpatici scimpanzé per reclamizzare questo servizio piuttosto che quel prodotto. Nel 2006 il JGI-Italia ha protestato con Pagine Gialle S.p.A. affinché cessasse la sua campagna.

Da sempre il JGI si oppone all’uso dei primati per l’intrattenimento e la pubblicità perché, oltre ad essere profondamente in contrasto con la vita e le abitudini normali dell’individuo, lo costringono a subire violenza fisica e psicologica e ad aumentare le fila di tutti quegli scimpanzé che, inutilizzabili nell’industria dello spettacolo a partire dall’età di circa sei anni, sono dimenticati in attesa di una ricollocazione in squallidi zoo o soppressi mediante eutanasia.

Se c’è un motivo per cui fare del volontariato per il JGI-Italia, questa esperienza è senz’altro la risposta. Poche delle attività svolte in ambito lavorativo e/o ricreativo nel corso del 2006 ci hanno appagato come questa! 


Cozy ad Ancona
©CITES-ITALIA


©JGI Chimpanzee Eden


"Area Quarantena"
©Eugene Coussons/JGI Chimpanzee Eden

 
Cozy con Eugene Cussons, direttore


©JGI Chimpanzee Eden


Cozy con Eugene Cussons, direttore

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COZY TORNA A CASA di Gabriele Salari

Essere uno scimpanzé oggi è un mestiere duro. C’è chi si esibisce nei circhi, chi passa la vita negli spazi angusti di uno zoo, chi fa da cavia per la sperimentazione dei farmaci che dovrebbero curare l’Aids. Di pensione per questi lavoratori neanche a parlarne, ma ogni tanto una storia a lieto fine la si può raccontare. Cozy, un maschio di dieci anni, nato in cattività negli Stati Uniti e vissuto sempre e solo a contatto con gli esseri umani, sta imparando da un anno a vivere da scimmia in un centro di recupero in Sudafrica.

E' il primo scimpanzé di cui si abbia notizia a fare il viaggio inverso, a tornare a casa propria, dopo una vita trascorsa tra le sbarre. All’inizio non è stato facile per un animale che ha passato tutta la vita all'interno di un camper in una gabbia di due metri per due, alimentato con yogurt, frutta e brioche e viziato con la televisione. Per Cozy la vita era solo lavoro: faceva il pagliaccio al seguito di un artista circense che si esibiva in tutta Europa accompagnato anche da una pantera nera. Tutto questo è finito nel 2003 quando, dopo tre mesi di ricovero in ospedale, il suo proprietario è morto. Da allora non è più uscito dal camper dove viveva l' ex compagna dell’artista che lo ha mantenuto tra mille difficoltà, anche economiche, nei pressi di Ancona.

Infiniti sono stati i tentativi per trovare una nuova casa allo scimpanzé ed evitare il suo reinserimento nel circuito dei circhi, dove questi animali, che condividono con noi il 90 per cento del dna, lavorano in condizioni che umiliano la loro dignità. E' fallito anche il tentativo di riportare Cozy negli Stati Uniti presso il "Chimparty Chimps & Missouri Primate Foundation" dove era nato in cattività nel 1997 e dove ancora oggi vivono i suoi genitori. A interessarsi al suo caso arriva per fortuna il Corpo forestale dello Stato, che ha un apposito ufficio per la fauna esotica, il cosiddetto "Servizio CITES", incaricato del rispetto della Convenzione di Washington, che controlla il traffico di specie animali e vegetali in via d'estinzione. "Mai visto uno scimpanzé così. Per tenerlo tranquillo gli facevano vedere cartoni animati a ripetizione e se capitava che spegnessero la televisione si arrabbiava pure. Per la pulizia personale aveva un pannolone che gli veniva cambiato con molta cura dalla signora uzbeka che l'ha accudito come un figlio" racconta Fabrizio Mari, del Servizio CITES del Corpo Forestale dello Stato.

Grazie all’intervento della sezione italiana del "Jane Goodall Institute" (www.janegoodall-italia.org), un ente creato dalla nota primatologa inglese di cui porta il nome, Cozy è potuto partire da Ancona alla volta del Sudafrica. Lì sta sperimentando un parziale reinserimento in natura nel “ Paradiso degli Scimpanzé” di Nelspruit, nella regione dello Mpumalanga, un centro gestito proprio dal "Jane Goodall Institute". “Per prima cosa deve imparare che è uno scimpanzé e non un uomo, visto che non ha più visto suoi simili dalla nascita, quando è stato separato dai genitori” spiega Eugene Cussons, direttore del centro. “Cozy ha fatto subito conoscenza con Joao, che ha ben 44 anni ed ha passato gli ultimi 35 in Mozambico tra circhi e zoo sempre da solo, senza vedere altri scimpanzé. E’ una situazione molto pesante per questi che sono animali sociali” Gli animali vengono seguiti da un’equipe veterinaria che li esamina sul piano fisico e comportamentale. Dopo la quarantena, Cozy è stato integrato nella comunità di scimpanzé passando periodi sempre più lunghi all’aperto in un tratto di foresta recintata. Se ora sembra gradire molto le fragole con la panna che gli prepara la signora Cussons, la moglie del direttore, gradualmente si abituerà a cibi più idonei e dovrà anche procurarseli. “Quando diamo da mangiare loro nei recinti, nascondiamo la frutta o le patate sotto cumuli di foglie, perché devono essere in grado di trovare il cibo da soli. Molti alberi che abbiamo nella foresta, poi, portano dei frutti di cui loro sono ghiotti e si arrampicano a coglierli come se l’avessero sempre fatto!” spiega Cussons. Per Cozy inizia ora il cammino verso la normalità: per fortuna avendo solo nove anni ha ancora una vita di fronte a sé e potrà fare tante nuove amicizie e scoperte al sole della sua terra natale. Intanto si sta distinguendo aiutando gli altri scimpanzé a smontare le telecamere che dovrebbero tenerli sotto controllo. Una sono riusciti a tirarla giù dall’albero per giocarci a calcio mentre un’altra, che era protetta da un filo elettrificato sul tronco, è stata raggiunta dallo scimpanzé più anziano con una liana, evitando accuratamente di prendere la scossa.

Scopriamo sempre più l’intelligenza di questi primati, mentre purtroppo la distruzione del loro habitat, nell’Africa Centrale, continua per colpa della deforestazione. Greenpeace denuncia che il bacino del Congo viene saccheggiato senza sosta per rifornire anche aziende italiane del legno.

Il commercio illegale di carne di scimpanzé e la deforestazione sono le principali minacce per questi animali” ci spiega Jane Goodall, che per il suo impegno è stata nominata anche ambasciatore di pace delle Nazioni Unite. “Le strade aperte dalle imprese del legname permettono ai bracconieri di raggiungere foreste primarie prima inaccessibili e lì sparano a qualunque animale incontrano”.

I centri per gli scimpanzé creati in Africa dalla Fondazione della Goodall contribuiscono a impedire l’estinzione della specie salvando tanti scimpanzé orfani. Ma rappresentano anche un’occasione per studiarli. “Abbiamo osservato che questi animali hanno incredibili capacità intellettuali” spiega la Goodall. “Gli scimpanzé che vivono in cattività, ai quali è stato insegnato il linguaggio americano dei sordomuti, lo hanno poi trasmesso ai loro piccoli. Molti dei gesti della comunicazione non verbale degli scimpanzé assomigliano ai nostri e sono usati nello stesso contesto”. Quando vediamo Cozy abbracciare un suo simile, baciarlo o dargli una pacca sulla schiena, insomma, possiamo stare tranquilli. Non sono reminescenze della sua vita con gli umani, ma comportamenti da vero scimpanzé.

Scarica la versione pdf come pubblicata da Venerdì di Repubblica.

Se hai l'opportunità di visitare gli scimpanzé che si trovano nelle tue vicinanze, verificane le condizioni e mandaci la tua opinione:

 

 

 

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